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Un pizzico di noce moscata fa la differenza

di John Collier

Una dozzina di compagnie finanziano il nostro istituto di Mineralogia e la maggior parte di esse tiene lì almeno un ricercatore fisso. La biblioteca ha l’atmosfera intima e fumosa di un circolo. Io e Logan eravamo stati i primi ad arrivare, e avevamo preso per noi i due tavoli vicino al grande bovindo. Contro il muro, proprio al limite della finestra, dove la luce era fioca, c’era una piccola scrivania per i nuovi arrivati o quelli di passaggio.
Una mattina un nuovo visitatore era seduto a quel tavolo. Non era necessario dare un’occhiata ai libri che aveva tirato giù dagli scaffali per capire che era uno da statistiche più che da formule. Aveva una di quelle facce da teschio, su cui la pelle del viso sembra così tirata da far male. Questo è quasi un tratto distintivo degli statistici. La bocca era intensamente disciplinata, ma diventava convulsa al minimo rilassamento. Le sue mani erano il punto focale di una leggera ossessione. Quando aveva modo di stirarle entrambe, ad esempio per spostare un libro aperto, le fissava ogni volta per un minuto buono. E in quei momenti il movimento convulso dei muscoli della bocca era particolarmente marcato.

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Rassegna stampa

Ray Bradbury

Uno dei motivi per cui Collier è stato dimenticato è perché era avanti di quaranta o cinquant’anni, per la sua impossibilità di essere etichettato come politicamente corretto o scorretto. John Collier viaggiava leggero. Vedeva l’ironia che c’era negli incontri tra esseri umani, e si divertiva a scriverne.

Michael Chabon

Sono racconti intensi come poesie, fulminanti come epigrammi. Nessun scrittore ha mai mostrato una prosa così elegante e al tempo stesso crudele come John Collier. Ho scoperto il suo lavoro circa venticinque anni fa e da allora non faccio che sorprendermi per la meraviglia delle sue storie.

Roald Dahl

I più grandi scrittori di racconti sono John Collier, John Cheever e J. D. Salinger.

Neil Gaiman

Quelli che da ragazzo erano i miei scrittori di racconti preferiti sono – per la maggior parte – i miei scrittori di racconti preferiti ancora adesso. Gente come Saki o Harlan Ellison, come John Collier o Ray Bradbury. Soprattutto John Collier, uno dei più grandi, ma completamente dimenticato. Correte a leggere la sua raccolta Fancies and Goodnights.

Anthony Burgess

Le sue storie sono dei piccoli capolavori del mistero.

John Henry Noyes Collier

if magazine -  John Collier

Londra, 3 Maggio 1901
Los Angeles, 6 Aprile 1980

Scrittore e sceneggiatore inglese, originale e versatile, noto per le sue storie di genere fantastico pubblicate sul “New Yorker” tra il 1930 e il 1950. Nonostante il discreto successo ottenuto, Collier abbandonò presto l’attività di narratore per dedicarsi alla sua carriera di sceneggiatore a Hollywood, dove molte delle sue storie vennero adattate per la televisione e il cinema. Tra queste ricordiamo “The African Queen” con Katherine Hepburn e Humphrey Bogart e soprattutto gli episodi per le serie televisive “Alfred Hitchcock Presenta” e “Ai confini della realtà”. Come molti scrittori di genere fantastico venne presto dimenticato dal grande pubblico, snobbato dalla critica, ma grandi autori come Roald Dahl, Anthony Burgess e Ray Bradbury non smisero mai di tesserne le lodi. Bradbury lo definiva una perfetta combinazione di W. Somerset Maugham, Rudyard Kipling e Evelyn Waugh. Il racconto che vi presentiamo è stato pubblicato per la prima volta il 3 maggio 1941 sul “New Yorker” e in seguito inserito nella raccolta Fancies and Goodnights (1951; 2003).

La natura delle cose

di Barry Targan

Il primo racconto tradotto in italiano di uno scrittore americano elegante, solido e molto astuto.

Le illustrazioni magiche

di Jungho Lee

Jungho Lee è un giovane illustratore sudcoreano, vincitore del World Illustration Award 2016.

La scienza della vita

di Gina Berriault

Il primo racconto tradotto in italiano di un’autrice originale, sofisticata, la cui scrittura viene considerata tra le più intense della narrativa americana

What Teachers Make

di Taylor Mali

Disegni di Zen Pencil

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Studs Lonigan di James T. Farrell

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James T. Farrell è un autore di culto, amato da scrittori come Kurt Vonnegut, Norman Mailer e Tom Wolfe, che considerano la sua immensa opera fonte ispiratrice della loro vita artistica.

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