Charles-Ferdinand Ramuz

La montagna ci cade addosso

Traduzione di: Valeria Lupo
Pagine: 160
Formato: 14×21
Edizione: Brossura con bandelle
Prezzo: € 20,00
Isbn: 9788894192018

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La montagna ci cade addosso

La grande protagonista di questa storia, la sua eroina viva e pulsante, è una montagna, una creatura che parla e a cui gli esseri umani rispondono. Alle volte ride, fa brutti scherzi, gioca con il diavolo, e ha una sua chiara volontà. È una montagna cattiva e onnipotente che opprime l’uomo, lo schiaccia con le sue pietre, ma non lo sconfigge. Antoine Point, sua moglie Thérèse e il figlio che porta in grembo, gli abitanti del villaggio, ognuno di loro rimane vittima della violenza della natura. Ma sopravvivono, “miracolosamente”, e si ricostruiscono una vita grazie alla forza dell’amore.

Scritto nel 1934, questo è il capolavoro di Charles-Ferdinand Ramuz, scrittore svizzero, considerato da Céline uno dei pochi autentici autori in lingua francese. Ispirato a un fatto realmente accaduto – la frana che nel 1714 si staccò dal monte Diablerets – La montagna ci cade addosso è un romanzo lirico, dallo stile irregolare, magico e avvincente, che svela l’imperscrutabile e misterioso legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

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Charles-Ferdinand Ramuz

Losanna, 24 settembre 1878
Pully, 23 maggio 1947

Poeta e scrittore svizzero di lingua francese. Pubblica i suoi primi romanzi a Parigi, ma qualche settimana prima dell’inizio della Prima Guerra Mondiale decide di tornare definitivamente in Svizzera. Dopo un periodo difficile, tanto finanziariamente quanto sul piano artistico, durante il quale Ramuz “fabbrica” i suoi libri in prima persona, nel 1924 firma un contratto con le edizioni Grasset. I suoi libri non sono propriamente un successo di vendite, ma gli valgono il riconoscimento di molti scrittori, tra cui Paul Claudel, Louis-Ferdinand Céline e Juan Rulfo. Il suo stile, tuttavia, solleva molte polemiche. Non esita a maltrattare la sintassi allo scopo di trovare una lingua espressiva, “la vera parlata dei montanari”, che oppone alla lingua morta dei grammatici. Tra le sue opere principali ricordiamo, oltre a La montagna ci cade addosso (titolo originale Derborence, 1934), Paura in montagna (1926), Se il sole non tornasse (1937) e il libretto dell’Histoire du soldat (1918) che scrisse per Stravinskij.

Rassegna stampa

Juan Rulfo

«Per misurare la misteriosa grandezza di Ramuz bisogna salire dalle cose più concrete e reali alle più alte e nascoste. Questo è il romanzo che avrei voluto scrivere io, questa è la poesia che mi ha guidato».

Giovanni Raboni

«Ricordo la prima edizione italiana de La montagna ci cade addosso uscita, se non ricordo male, ancora dentro la guerra; ricordo la sorpresa di uno stile non meno “irregolare”, non meno dissonante e asimmetrico di quello degli allora amatissimi americani. Poi, per lunghissimi anni, più nulla di Ramuz o intorno a Ramuz, fino a quando, lavorando sul grande Céline, mi sono imbattuto nel suo nome. Sì, Céline amava Ramuz, lo nominava fra i pochi autentici scrittori in lingua francese del suo tempo».

Stefan Zweig

«Ramuz indaga l’elementare per scoprire l’universale; in questo senso, tutte le sue storie assumono il valore del mito».

Henri Barbusse

«Il suo stile è uno dei più semplici e, a mio modo di sentire, uno dei più perfetti che un poeta o un romanziere abbiano mai adoperato. Mi fa pensare alle sintesi, ammirevoli e naif, dei lied popolari, all’immaginario puro e primitivo delle raccolte arcaiche e anche alla frase scarna e trasparente delle Sacre Scritture».

Jean Cassou

«In pochi giorni ho divorato questo romanzo e, man mano che leggevo, vedevo come attraverso, grazie o malgrado quest’arte lenta, rude e dolorosa che l’autore ha scelto, un’anima (che è più di un talento o di uno spirito) disegnava la sua forma, la sua sostanza, la sua volontà irriducibile e inalienabile».

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James T Farrell è un autore di culto, amato da scrittori come Kurt Vonnegut, Norman Mailer e Tom Wolfe, che considerano la sua immensa opera fonte ispiratrice della loro vita artistica.

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