Apertura delle scuole a settembre: fondi per il trasporto pubblico e per i mobility manager

L’ anno scolastico è quasi agli sgoccioli e già si pensa a come far ripartire le scuole in totale sicurezza nel mese di settembre, un tema scottante su cui tutti dibattono, un tema complesso dato che sono innumerevoli gli elementi che scendono in gioco. È vero, per ripartire davvero in sicurezza sarebbe bene che avesse luogo l’approvazione dei vaccini per la fascia di età 12-16 anni, ma questo non basta. È necessario anche migliorare il trasporto pubblico, che nell’anno appena trascorso è stato uno dei problemi in assoluto più pressanti. Pochi mezzi a disposizione, poche corse, moltissimi ragazzi stivati in ambienti troppo piccoli, impossibile gestire la pandemia in una situazione di questo genere. Ed ecco che infatti molti ragazzi si sono ritrovati a fare la Dad per mesi e mesi, esperienza questa che nessuno vorrebbe dover ripetere il prossimo anno. Andiamo insieme a scoprire quali fondi quindi saranno messi a disposizione per migliorare la situazione. 

 

I fondi messi a disposizione dal Decreto sostegni bis per il trasporto scolastico

 

Il Decreto sostegni bis prevede un fondo piuttosto importante per aumentare il numero di mezzi di trasporto e le corse, così da riuscire a risolvere il problema del trasporto pubblico soprattutto in vista dell’apertura delle scuole a settembre, un problema che quest'anno è stato davvero gravoso. Il fondo è di 450 milioni di euro, soldi a cui le Regioni, le Province Autonome e i Comuni. Questi soldi possono essere spesi per attivare apposite convenzioni con operatori economici esercenti il servizio di trasporto di passeggeri su strada, servizio taxi, noleggio con conducente e simili. 

 

I fondi previsti per le scuole che sceglieranno un mobility manager 

 

Non solo, anche le scuole potranno accedere a dei fondi in modo diretto. Stiamo parlando dei 15 milioni di euro che sono destinati a tutte quelle scuole che sceglieranno un mobility manager e che presenteranno un piano di spostamenti entro il 31 luglio 2021. Ma chi è il mobility manager e in cosa consiste un piano spostamenti? 

 

Questa figura professionale non è nuova. È un ruolo infatti che è stato introdotto nel 2015 con l’obiettivo di aiutare studenti e docenti nei loro spostamenti quotidiani e promuovere una mobilità che sia quanto più sostenibile possibile. Questo ruolo deve essere ricoperto da un docente della scuola, su base volontaria, senza riduzione del carico didattico. 

 

Mobilità manager scuola, quali sono i suoi compiti 

 

Il mobility manager ha il compito di organizzare gli spostamenti casa-scuola-casa degli studenti e del personale scolastico, coordinandosi in caso di necessità anche con gli altri istituti scolastici della zona. Deve comunicare con le aziende di trasporto, andare alla ricerca delle migliori soluzioni, garantire intermodalità di spostamento. Deve anche farsi carico degli eventuali problemi che dovessero venirsi a creare, comunicando con l’ufficio scolastico, soprattutto per quanto concerne il trasporto dei disabili. Non solo, il mobility manager nasce soprattutto per favorire la mobilità sostenibile. È quindi estremamente importante che durante il suo operato favorisca l'utilizzo della bicicletta e l'utilizzo dei mezzi elettrici, nonché iniziative come ad esempio il pedibus che consente ai bambini e ai ragazzi di raggiungere la scuola a piedi, tutti insieme, una sorta di autobus su gambe anziché su ruote. Questi sono solo alcuni esempi di progetti a cui il mobility manager può dare vita e che può attivare, progetti di sostenibilità ambientale e mobilità green, progetti che fanno anche bene alla salute.