I diversi modelli principali di frese

A livello industriale, sono moltissime le lavorazioni meccaniche di precisione con le quali si opera sui semilavorati di metallo per portarli, progressivamente, ad assumere la forma desiderata, le misure necessarie, la finitura richiesta dalla funzione che andranno a ricoprire. Fra tante, riveste sicuramente un ruolo di spicco, ormai da due secoli, la particolare procedura nota come alesatura, che consiste nell’asportazione di truciolo dal pezzo in lavorazione, tramite un utensile detto appunto fresa (dal francese fraise, fragola, frutto la cui forma ricorda appunto quello di tali utensili) che ruota sul proprio asse erodendo la superficie del semilavorato.

Proprio per permettere la grande varietà di risultati finali necessaria, esistono molte diverse forme di fresa:

– frese cilindriche, che possono essere di due tipi, ossia da spianatura o da taglio. Nel primo caso, le lame sono montate sulla parte anteriore dell’utensile e anche sulla sua estremità piana, e la fresa viene utilizzata per intaccare il pezzo con un movimento verticale, iniziando la lavorazione di tasche e fori; nel secondo tipo, che è di solito allungato, le lame sono disposte a spirale e coprono l’intera estensione dello stelo; questa fresa si usa per spianare le pareti verticali con uniformità, senza lasciare traccia dei numerosi passaggi necessari;

– frese troncoconiche, che sono probabilmente le più versatili; su questa forma, infatti, è possibile montare le lame – o gli inserti in materiale tecnoceramico, qualora si debba operare su materiali particolarmente duri – in una grande varietà di configurazioni, e quindi con molti possibili risultati diversi;

– frese sferiche, utilizzate per creare raccordi e smussi anche di piccolo raggio, e soprattutto per la finitura, ossia per l’eliminazione dei minuscoli “gradini” lasciati dalle precedenti fresature con utensili più grossi. Con passate sufficientemente ravvicinate, è possibile ottenere una superficie perfettamente liscia e uniforme;

frese speciali, con forme non standard, che vengono prodotte appositamente per specifiche lavorazioni. Ricordiamo qui quelle ellittiche, utilizzate per i raccordi speciali, quelle a punta, simili a tradizionali punte di trapano e utilizzate appunto per forare, e quelle coniche, con le quali si realizzano le tacche coniche nei semilavorati.

A riguardo Cecilia Rossi 110 articoli
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