Cucina Marchigiana: ricette e consigli!

La cucina marchigiana è sicuramente una delle più ricche ed eclettiche dell’intera penisola. Si differenzia molto a seconda delle zone e degli influssi delle regioni vicine, come l’Umbria e l’Abruzzo, e può pertanto essere considerata come una delle più peculiari dell’intera Italia Centrale.

Gli ingredienti fondamentali della cucina delle Marche

Le Marche sono una regione fra terra e mare, e questo ha una grande influenza sugli ingredienti che vengono utilizzati.
Il primo ingrediente in assoluto della cucina marchigiana è il pesce dell’Adriatico, caratterizzato da un tipo di carne versatile ed adatta in particolare a tutte le preparazioni in brodo e di zuppe (qui anche i passatelli si cuociono in brodo di mare).

Ricette imperdibili sono quelle con:

  • le orate,
  • le triglie,
  • i calamari,
  • le pescatrici,
  • le alici
  • lo stoccafisso, al pomodoro o all’anconetana.

Dalla terra arrivano invece:

  • i deliziosi tartufi; famosi sono quelli bianchi di Acqualagna e neri nella zona di Camerino, ampiamente utilizzati nella cucina marchigiana.
  • i salumi: famosissimo il ciauscolo, una sorta di pasta di salame che si spalma sul pane come un paté, il salame di Fabriano e il prosciutto di Carpegna.
  • il formaggio: la casciotta di Urbino è famosa fin dai tempi di Michelangelo, che se la faceva spedire a Roma mentre dipingeva nella Cappella Sistina; altrettanto rinomati sono i pecorini di fossa, che vengono lasciati stagionare in buche scavate nel tufo.

Partendo da questi ingredienti, la cucina marchigiana ci sa offrire svariate ricette dagli antipasti al dolce, tutte di antica tradizione e fatte con gli ingredienti genuini ancora oggi molto spesso fatte a mano dalle padrone di casa proprio come una volta.

Primi piatti e antipasti dalle Marche

I primi piatti più comuni delle Marche sono certamente i cappelletti, i passatelli e gli strozzapreti, anche se il piatto principale più rinomato sono i vincisgrassi, da cui sono derivate tutte le tipologi dei lasagne al forno in Italia.

Nella zona settentrionale, sotto l’influsso della Romagna, è molto diffusa la piada e la sua variante più tipica della cucina marchigiana, la crescia, di farina normale o di polenta.

La crescia è spesso accompagnata da erbe di campo o da salumi.

Molto diffuse nelle zone dell’entroterra sono le minestre, come i quadrucci accompagnati da legumi, e varianti della panzanella.

Secondi piatti della cucina marchigiana

Molto importanti per la cucina marchigiana sono i secondi piatti; il più rinomato è certamente il coniglio in porchetta, ma non sono da disdegnare tutte le ricette a base di volatili come il piccione, il tordo, le quaglie o il cappone.

Ma la più prelibata e rinomata tra le preparazioni è sicuramente la frittura, in particolare le celeberrime olive all’ascolana, che prendono il nome dal paese di Ascoli Piceno, dove le olive vengono lavorate sia in salamoia sia farcite e fritte per essere proposte come insuperabili antipasto, seguite dai favolosi primi piatti di pasta fresca fatta in casa.

Fra i secondi piatti a base di pesce, troviamo lo stoccafisso all’anconitana (o in potacchio), condito con pomodori e acciughe, l brodetto e le sarde di Ancona, piatto a base di pesce dalla semplice esecuzione e dal gusto eccezionale, o ancora la rana pescatrice in porchetta, adatta al consumo nel periodo delle feste.

Dolci tipici

Nella cucina marchigiana la fa da padrone fra i dolci il sanguinaccio, cucinato secondo le tradizioni rinascimentali; molto diffusa è la cicerchiata, una versione più semplice e consistente degli struffoli, ed il torrone: celebre quello di bostrengo. E per i più golosi, la crema fritta, ottima sia per gli adulti che per i bambini.

Se non ve la sentite di dilettarvi in cucina nella preparazione delle pietanze suggerite potreste sempre decidere di portate la vostra metà in uno dei ristoranti per San Valentino a Roma che offrono i piatti tipici della cucina marchigiana!

Vini, il fiore all’occhiello della cucina delle Marche

Il vino essenziale che accompagna la cucina marchigiana è il verdicchio dei castelli di Jesi. Della stessa zona è prelibata la Lacrima, un vino rosso forte, mentre più al sud abbiamo il Falerio ascolano.