La manutenzione dei taglieri in legno

Quanti ricordi passano, da una generazione all’altra, in una famiglia! E fra questi, quelli che ci rimangono più cari e graditi sono quelli che hanno una funzione e continuano a svolgerla, identici a se stessi, facendoci ad ogni utilizzo tornare in mente le persone da cui li abbiamo ricevuti e da cui li abbiamo visti usare tante volte. E quasi sempre sono oggetti molto semplici, comunissimi, ma proprio in questo sta la loro bellezza: e se guardiamo ad esempio nella nostra cucina, forse avremo la fortuna di trovare dei taglieri in legno che magari sono appartenuti ad una nonna, sono giunti fino a noi, e forse arriveranno ai nostri figli. Quanta differenza rispetto ai moderni, insipidi modelli in plastica! Ecco come assicurarci che durino a lungo.

La cosa più importante da capire è che la parte principale della manutenzione di un tagliere è la fase in cui lo laviamo: facendo bene questo, ci assicureremo che duri a lungo. Iniziamo quindi dalla regola d’oro, quella da non violare mai: non si deve mai lasciare un tagliere di legno immerso nell’acqua. In breve tempo, infatti, l’assorbirebbe, dapprima gonfiandosi, e poi formando delle brutte crepe asciugandosi. Un trattamento del genere rovina il tagliere senza maniera di porvi rimedio. Puliamo invece, a fondo, semplicemente con uno straccio intriso di una miscela di aceto e acqua calda: disinfetteremo al meglio la superficie del tagliere, e potremo asciugarla immediatamente senza danni.

Ma se vogliamo davvero proteggere il nostro tagliere, non possiamo evitare un’altra operazione essenziale: quella di ungerlo di tanto in tanto. Non parliamo, ovviamente, di olio d’oliva, o in genere alimentare: per questo lavoro si usa dell’apposito olio minerale di alta qualità, che penetra a fondo nelle fibre e le protegge da quel nemico temibile che è l’umidità. E per i tagli, i graffi, insomma le conseguenze dell’uso? Be’, innanzitutto teniamo conto che si tratta di un tagliere: parte del suo fascino è vedere che è usato, vissuto. Ma oltre a questo, non dimentichiamo che il legno è un materiale in un certo senso “vivo”, e che le sue fibre hanno ancora una certa elasticità: sotto il passaggio del coltello si apriranno, per poi richiudersi cancellando i tagli più sottili.